Sono Osvaldo Bizzarri e lavoro nel settore delle antenne, dell’elettronica e degli impianti tecnologici dal 1980. Il percorso professionale di Bizzarri Impianti nasce però alcuni anni prima, dalla curiosità di un ragazzo che voleva capire come un segnale invisibile potesse trasformarsi in immagini e suoni.

La passione per l’elettronica nasce da ragazzo
A sedici anni l’elettronica era già diventata la mia principale passione. Internet non esisteva e le informazioni tecniche si cercavano sulle riviste specializzate. Studiavo Elettronica Pratica, Selezione di Elettronica e soprattutto Nuova Elettronica: pubblicazioni che per molti appassionati rappresentavano una vera scuola.
Non mi limitavo a leggere. Provavo circuiti, recuperavo componenti, costruivo piccoli apparecchi e cercavo di comprendere il motivo per cui una soluzione funzionasse oppure no. Quel metodo, basato sull’osservazione, sulla misura e sulla verifica, è rimasto lo stesso anche negli impianti professionali realizzati oggi.
Dalle prime trasmissioni RAI al secondo canale
Quando in Italia era disponibile principalmente il Programma Nazionale RAI, gli impianti di ricezione erano molto diversi da quelli attuali. Il collegamento tra antenna e televisore poteva essere realizzato con una piattina bifilare da 300 ohm e i televisori erano apparecchi a valvole, con tensioni interne elevate e una costruzione che richiedeva attenzione e conoscenza.
Con l’arrivo del Secondo Programma RAI, molti televisori dovettero essere modificati. Mio zio Gianni, che ricordo con affetto e riconoscenza, mi insegnò a eseguire quegli interventi. Sul mio televisore Dumont in bianco e nero installai il gruppo varicap necessario alla nuova ricezione. Fu uno dei primi passaggi concreti dalla curiosità personale alla competenza applicata.


Televisione a colori, emittenti private e antenne di V banda
La televisione a colori e la diffusione di emittenti come Tele Montecarlo, la Televisione Svizzera e TV Koper Capodistria resero gli impianti più articolati. Si utilizzavano antenne dedicate, amplificatori di banda e, quando necessario, convertitori per ricevere segnali trasmessi con standard o frequenze differenti.
In quel periodo l’antennista doveva saper interpretare direttamente l’immagine: rumore, riflessioni, sdoppiamenti e instabilità fornivano indicazioni sul difetto dell’impianto. Gli strumenti erano meno evoluti, quindi esperienza e capacità di osservazione avevano un peso decisivo.



GAMAR, la radio a galena e la formazione sul campo
Un luogo importante nella mia formazione fu il negozio GAMAR di via Domenico Tardini a Roma, punto di riferimento per tecnici, radioriparatori e appassionati. Non era soltanto un posto dove acquistare componenti: era un ambiente nel quale si scambiavano conoscenze, esperienze e soluzioni pratiche.
Tra i primi esperimenti ricordo la radio a galena, costruita con cuffia ad alta impedenza, diodo rivelatore, condensatore variabile e bobina avvolta a mano. Ricevere una stazione senza un’alimentazione esterna, usando l’energia del segnale captato dall’antenna, rese ancora più forte il desiderio di comprendere l’elettronica.
A GAMAR conobbi Margherita, che mi accolse sempre con grande affetto e gentilezza. Il suo ricordo è ancora legato a quegli anni di crescita personale e tecnica. Quando passo in zona, torno volentieri a salutare le sue nipoti e a ritrovare una parte di quella storia.
Dal lavoro di antennista agli impianti professionali
Con la crescita delle televisioni private aumentò anche il numero degli impianti realizzati senza una progettazione adeguata. Interferenze, segnali instabili e distribuzioni condominiali non bilanciate mostrarono chiaramente la differenza tra un semplice montaggio e un lavoro eseguito con preparazione elettronica e misure corrette.
Dal 1980 l’attività si è sviluppata dalle antenne terrestri verso il satellite, le centrali programmabili, i multiswitch, gli impianti centralizzati, la distribuzione professionale dei segnali e le infrastrutture broadcast.

Anni Sessanta e Settanta: televisori a valvole, primi esperimenti, radio a galena e ricezione dei nuovi programmi televisivi.
Dal 1980: attività professionale negli impianti d’antenna e nella ricezione televisiva a Roma.
Televisioni private e satellite: antenne multibanda, amplificazione, parabole, LNB e distribuzioni collettive.
Digitale terrestre: MUX, centrali programmabili, misure MER e BER, adeguamento delle reti coassiali.
Oggi: impianti TV e satellitari, sistemi centralizzati, distribuzione RF e infrastrutture professionali integrate.
Bizzarri Impianti oggi
Oggi Bizzarri Impianti interviene a Roma su antenne TV, parabole, impianti centralizzati condominiali e sistemi professionali. La tecnologia è cambiata radicalmente, ma il principio resta identico: ogni intervento deve partire dall’analisi del segnale e dell’intera rete, evitando sostituzioni eseguite per tentativi.
Livello, MER, BER, spettro, attenuazioni, bilanciamento delle prese e qualità dei cablaggi permettono di comprendere se il problema nasce dall’antenna, dalla centrale, da un tratto di cavo o dalla distribuzione interna. L’esperienza serve proprio a collegare i dati dello strumento al comportamento reale dell’impianto.
Questa storia non è soltanto un ricordo personale. È la base del metodo con cui Bizzarri Impianti affronta ancora oggi ogni lavoro: studio, misura, progettazione e responsabilità tecnica.
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